Associazione Generale Cooperative Italiane - Regionale Emilia Romagna
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Workers byout: mestieri, competenze, lavoro. Storie di nuova cooperazione

I lavoratori che fanno l’impresa: in Emilia-Romagna salvati oltre 1.200 posti di lavoro

Comprare l’azienda di cui si era dipendenti e uscire dalla crisi: si chiama working buyout ed è il meccanismo che fa nascere nuove aziende da imprese in crisi

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L’unione fa la forza. E talvolta aiuta ad uscire anche da una crisi economica aziendale. Un esempio in tal senso è dato dai workers buyout, ovvero quei lavoratori che realizzano una nuova impresa attraverso l’acquisto della società, spesso in difficoltà economiche e di mercato, di cui erano dipendenti.

Questo fenomeno – che ha origine sin dagli anni ‘80, quando proprio per facilitare la costituzione di new coop fu promulgata la legge Marcora- è stato al centro dell’incontro “Workers buyout: mestieri, competenze, lavoro. Storie di nuova cooperazione” che si è tenuto lo scorso 8 giugno a Bologna presso la  Regione Emia-Romagna. L’appuntamento – promosso dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, in collaborazione con le centrali cooperative emiliano romagnole – ha approfondito gli aspetti di un meccanismo che dal 2007 si è rivelato in continua ascesa, una risposta ai tanti casi di crisi aziendali che si sono verificati sul nostro territorio.

Negli ultimi anni, in Emilia-Romagna il working buyout ha creato 56 nuove cooperative e ha salvato 1.200 posti di lavoro. E l’esperienza ha riguardato pressoché tutti i territori provinciali, con un picco a Forli-Cesena con 30 new coop (2 a Rimini, 8 a Reggio Emilia, 3 a Ravenna; 1 a Parma, 4 a Modena, 2 a Ferrara e 6 a Bologna) interessando diversi settori produttivi: il 5%nel settore agricoltura; il 60% nell’industria, di cui quasi la metà nell’edilizia; il 35% nel settore dei servizi.

E dietro a queste realtà ci sono diverse, ma anche belle, storie di donne e uomini che si rimboccano assieme le maniche e diventano artefici del proprio lavoro, ma anche storie di imprese che come l’Araba Fenice dalle ceneri di una crisi economica (o dalla mancanza di un ricambio generazionale) risorgono nei mercati globali.

Tutte cooperative che sono intervenute raccontando la propria storia di working byout hanno dimostrato come sia possibile trasformare – pur nella complessità del processo- una impresa in crisi rilanciandone il business e creando anche nuovi posti di lavoro, spesso di qualità mettendo al centro l’innovazione, la ricerca e l’internazionalizzazione.

L’Assessore Palma Costi, che crede molto in questo meccanismo per aiutare le imprese in crisi, ha annunciato la creazione di un pagina web dedicata al workers byout sul portare della Regione Emilia-Romagna che conterrà tutte le informazioni necessarie per le imprese in crisi e i lavoratori che volessero approcciarsi a questo sistema, e i riferimenti delle Associazioni che, anche alla luce delle testimonianze ascoltate durate la mattinata, sono un importante sostegno e partner economico per il successo di questo tipo di operazioni.